GLI SPETTACOLI DI AGO TEATRO

AGO teatro propone spettacoli e letture tesi a “pungere” le coscienze, provocare gli animi, far vacillare le certezze. Nel fascino della sua complessità, nei brividi delle sue fragilità e nei grovigli del suo cuore, l’Uomo ci seduce con la sua bellezza, la sua ricchezza, il suo incanto.

Aperitivo teatrale
Con la formula dell’aperitivo teatrale, AGO teatro celebra lo scrittore novecentesco Achille Campanile.
Giochi di parole e umorismo linguistico si mischiano all’energia e al ritmo travolgente delle messe in scena di AGO teatro. 
Aperitivo teatrale

C’è un posto, dentro di noi, nel quale nascondiamo ossessioni, istinti inconfessabili e paure. E’ un posto buio perché nessuno possa vedere il nero che contiene. Nessuno. Forse, nemmeno noi. Eppure esiste, ce lo portiamo addosso, lo sentiamo anche se fingiamo che non ci sia.

AGO teatro scende in questo luogo oscuro per rivelarlo. Per provare a dare un nome a quelle ombre che ognuno disconosce e rifiuta, ma dalle quali è irrimediabilmente attirato. 

Aperitivo teatrale

Percorrendo dinamicamente le strade della poesia e della prosa, dall’armonia alla frammentazione, emerge ogni aspetto della parola: il significato e il significante, il suono e l’accento, il colore e l’energia. È allora che la parola, in pieno stile-AGO teatro, diviene gesto, corpo, voce. Non è il mero contenitore di un concetto, ma spazio nuovo che arricchisce, espande e attraversa l’anima, il cuore e la mente. E lo fa penetrando nel sangue con il suo ritmo, un battito che AGO teatro interpreta e valorizza come parte imprescindibile della parola

Io sono istinto
Spettacolo teatrale 

Strappati dal buio del non essere, nasciamo istintivi, essenza pura d’impulso naturale.  Poi ci insegnano che se non corrispondiamo a certi schemi non saremo accolti,  non saremo accettati, non saremo amati. Allora ci adeguiamo: imprigioniamo il nostro istinto, anestetizziamo il nostro cuore,

controlliamo i nostri pensieri e diventiamo “l’Uomo che vogliono loro”.

BUM!
Spettacolo teatrale 

“Ci chiamiamo tutti Giovanni. Dal 23 maggio 1992 tutti ci chiamiamo Giovanni”: così apre lo spettacolo la protagonista della nostra storia, una storia raccontata da una bambina curiosa di sapere perché il suo orsacchiotto preferito di nome Bum avesse i piedi bruciati. In questo spettacolo la mafia viene descritta anche in termini fiabeschi, adatti a grandi e piccoli, attraverso la storia di un topolino Miki, vittima di un mostro, simbolo della prepotenza e del pericolo che l’organizzazione criminosa rappresenta.